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Oohmm tra Catalunya e sigarette, 5 panel di democrazia a E-Privacy

L'osservatorio Oohmm ribadisce l'importanza dei dati e del loro uso etico nel partecipare, anche con il proprio patrocinio, alla summer edition 2018 di E-Privacy, giunta alla XXIII edizione, in programma i giorni 8-9 giugno a Bologna (Sala Borsa), appuntamento che riflette sulle implicazioni normative e sociali della tutela di diritti fondamentali dell'individuo. La manifestazione giunge a ridosso dell'entrata in vigore, il 25 maggio, del nuovo regolamento europeo di protezione dei dati (il Gdpr 679/2016) e dopo la tempesta, anche giudiziaria, legata all'uso improprio dei dati di milioni di utenti Facebook finiti a Cambridge Analytica e impiegati nella campagna che nel 2016 elesse Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.

Dove: Sala Biagi, Biblioteca Sala Borsa, Comune di Bologna.
Programma: XXIII edizione di E-Privacy 2018 Summer.

Cinque i panel con cui l'Osservatorio ha deciso di affrontare il tema di questa edizione di E-Privacy (Singolarità Come l'IoT, l'AI, le fake news e le bolle informative ci obbligano a ripensare il concetto di privacy), tre dei quali costituiscono un focus sulla vicenda indipendentista catalana culminata nel referendum contestato dell'1 ottobre 2017, colpito nel bel mezzo dell'Europa da ogni forma di censura online, come nei Paesi non democratici.

Introdotto dalla giornalista Giulia Seno, con il contributo del fondatore di Oohmm, Renato Gabriele, il panel Catalunya, un corto circuito democratico nell'era dei Big Data (9 giugno, ore 11.15) analizzerà le problematiche di rispetto di diritti fondamentali come quelli di espressione dell’individuo e di neutralità della Rete, emerse nel conflitto tra il Governo della Spagna monarchica e la Generalitat che ha proclamato una Repubblica catalana.

Lo shutdown di Internet in Catalogna (9 giugno, ore 11.35), denunciato fin dalle precedenti avvisaglie anche dalla statunitense Internet Society, organizzazione internazionale composta da realtà di 125 Paesi, e il soccorso civico per far ripartire la Rete, verranno ripercorsi da un attivista catalano.
La propaganda computazionale tra Catalogna, Italia e altri mondi (9 giugno, ore 12.15) rimetterà al centro dell'attenzione l'attualissimo problema delle botnet, reti di account automatizzate che invadono il dibattito pubblico, producendo oltre il 50% delle conversazioni più accese online e nei social media. E i dialoghi privati, con i Peñabot osservati per la prima volta in Messico nel 2012. Il fondatore di Oohmm, Renato Gabriele, con la giornalista Manuela Vacca e lo sviluppatore Giorgio Resci, porteranno esempi di questo odio automatizzato in rete, come ama dire Erin Gallagher, rivolto anche contro figure femminili di rilevanza pubblica. Insomma, una privacy inquinata nei social media in molti modi, anche dall'uso distorto delle app di sondaggistica che invece possono funzionare in modo anonimo, al contrario del caso dei dati finiti a Cambridge Analytica.

Il “nemico” però è l'uso distorto, non è mai la tecnologia in sé: Il ragazzo che giocava con gli Ufo (9 giugno, ore 12.45) è infatti un esempio positivo di campagna computazionale, nata dal basso. Sarà l'avvocato Giovanni Scrofani a ripercorrere il successo dell'iniziativa contro l'estradizione negli Stati Uniti di Gary McKinnon, hacker britannico disabile, affetto dalla Sindrome di Asperger, che aveva già scontato in Gran Bretagna la condanna per aver hackerato alcuni server Usa alla ricerca di immagini sull'esistenza degli Ufo. La campagna, conclusa nel 2010, contribuì alla nascita del movimento "Tweetstormers" e di una pratica poi purtroppo adottata anche nella propaganda dei polbots. Quella volta però, ricorda Scrofani, "abbiamo liberato l'hacker che giocava con gli Ufo".

Un'altra preoccupazione affligge invece i fumatori: Maledetto distributore automatico non avrai la mia identità (8 giugno, ore 11.20)
è il panel in cui Emanuele Casagrande, sviluppatore, punta il dito contro l'assenza di garanzie per la privacy dei sistemi inseriti nei distributori di sigarette. Motivati con la necessità di controllare l'età dei compratori, richiedono una quantità di dati eccessiva e in modi che hanno posto interrogativi anche prima del Gdpr: oltre all'inserimento del documento di identità, alcuni permettono la registrazione dell'impronta digitale e contengono telecamere aggiuntive, senza chiedere il consenso né fornire informazioni sull'uso che viene fatto dei dati raccolti (codice fiscale, impronta, immagine).