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Disinformazione a portata di mouse: il ruolo dei Political Bot

L’osservatorio Oohmm il 15 aprile al Festival internazionale del giornalismo di Perugia


(Photo credits: Bartolomeo Rossi #IJF18)
La disinformazione dilagante in Rete sugli eventi mainstream è aggravata dall’intervento dei polbots: oltre il 50 per cento delle conversazioni più accese, online e nei social network, non è infatti dovuto alle persone ma alle reti di account automatizzate (botnet), usate da chi ha interesse a influenzare la percezione di una discussione nel momento in cui gli scambi si moltiplicano.

Chiamando tutto “fake news”, oggi si fa confusione tra le balle, abituali da secoli e mescolate alle notizie vere, e questo inquinamento del dibattito pubblico pianificato al computer, che pone una fondamentale questione democratica e investe anche, non solo, il mondo dell’informazione.

Il team Bigdata42 confluito in Oohmm (Observatory of Online Harassment and Media Manipulation) osserva dal 2013 i principali eventi pubblici in cui le conversazioni online sono state dominate dai polbots, raccogliendo milioni di dati.

L'importanza di questo lavoro – che il fondatore di Oohmm, Renato Gabriele, aveva messo in luce già all'Hackmeeting 2014 di Bologna e nel 2015 al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, e che è confermato di recente dagli enti internazionali (DFRLAB, OII) - appare ancora maggiore a seguito dei fatti di Cambridge Analytica. La vicenda ha se non altro avuto il merito di far esplodere un dibattito necessario. Ora le persone sanno dell’esistenza di aziende che da anni popolano di contenuti fittizi il web e i social media, allo scopo di fare propaganda computazionale politica.

Renato Gabriele e le giornaliste Manuela Vacca e Giulia Seno ne parleranno diffusamente al Festival di Perugia 2018, domenica 15 aprile (ore 15.45-17.00, Centro Servizi G. Alessi):

15 Aprile, 15.45 - Political bots: disinformation at the click of a mouse